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Discorso dell'Ambasciatore Li Ruiyu al 66esimo Anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese
2015/09/30

Cari ospiti, cari amici, buonasera a tutti!

L’autunno è arrivato, e noi siamo qui riuniti per celebrare insieme il sessantaseiesimo anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese. A nome dell’Ambasciata cinese in Italia, desidero rivolgere un caloroso benvenuto a tutti gli ospiti venuti a prendere parte a questo ricevimento, porgere i miei saluti ai cinesi residenti in Italia, al personale delle aziende, agli studenti e agli amici dei media cinesi in Italia ed esprimere i miei sentiti ringraziamenti a tutte le personalità dei vari settori che, da tempo, seguono e sostengono lo sviluppo delle reazioni sino-italiane!

In questi sessant’anni il popolo cinese, lottando contro mille difficoltà, ha realizzato un balzo in avanti di proporzioni storiche: soprattutto nei trent’anni trascorsi dall’inizio delle Riforme, il prodotto interno lordo cinese è balzato al secondo posto nel mondo, e un miliardo e trecento milioni di persone, lasciandosi alle spalle le miserie del passato, hanno raggiunto, in generale, un certo livello di benessere ed hanno ottenuto dignità e diritti di cui mai, prima d’ora, avevano goduto. Abbiamo sviluppato il nostro paese offrendo al mondo intero un’occasione per lo sviluppo. La Cina persegue la via dello sviluppo pacifico, propone una strategia di apertura basata sulla reciprocità di vantaggi e profitti, fornendo un importante contributo alla pace e alla prosperità del mondo intero. La Cina intende favorire, insieme agli altri paesi del mondo, l’edificazione di un nuovo sistema di relazioni internazionali centrato sulla cooperazione e sull’interesse reciproco, perfezionando gli strumenti della governance globale e costruendo insieme il destino comune dell’umanità.

Negli scorsi mesi, stante la complessa e mutevole situazione dell’economia mondiale nel suo complesso, alcuni indicatori dell’economia cinese hanno mostrato una caduta o un’oscillazione, problemi che fanno parte dell’avanzamento. La base sulla quale poggia la stabilità dell’economia cinese resta però immutata. Nella prima parte dell’anno, l’economia cinese ha mantenuto un tasso di crescita del 7%, ancora tra i più alti al mondo. Per quel che riguarda il riaggiustamento della struttura economica, si sono registrati cambiamenti positivi, lo sviluppo delle capacità creative e innovative delle masse sta diventando la nuova forza motrice della crescita economica e la riforma dei tassi di cambio del Renminbi procede decisa verso un’ulteriore apertura al mercato. Come ha fatto notare il presidente Xi Jinping, la Cina sarà più attenta ad elevare la qualità e l’efficacia dello sviluppo economico, accelererà il riorientamento dello sviluppo e il perfezionamento del sistema economico, considererà con maggiore attenzione il ruolo guida dell’innovazione, lo stimolo dei consumi, la soluzione dei problemi di uno sviluppo economico non sostenibile, disarmonico e non equilibrato, facendo sì che l’economia cinese, come una fenice, possa rinascere da se stessa, per conservare e rinvigorire la spinta del proprio sviluppo. Lo sviluppo economico della Cina non cesserà di offrire a tutto il mondo, Italia compresa, sempre maggiori opportunità per il mercato, per la crescita, per gli investimenti e per la cooperazione.

Cari ospiti, cari amici,

Quet’anno ricorre il 45esimo anniversario dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Italia. Le relazioni tra i due paesi, al momento, presentano buone prospettive di sviluppo. Il Vice Primo ministro Wang Yang è giunto in Italia per prendere parte alla giornata del padiglione cinese all’Expo di Milano e alle attività della Fao; il Presidente della Corte Suprema Zhou Qiang ha effettuato con buoni esiti una visita ufficiale in Italia; il Ministro degli Esteri Gentiloni ha visitato la Cina in due occasioni e ha preso parte alle commemorazioni del settantesimo anniversario della vittoria cinese nella Guerra di resistenza al Giappone, parte della Guerra mondiale contro il fascismo. La combinazione dei vantaggi offerti dai capitali dal mercato cinesi con la manifattura e il design italiani fornisce tutta una serie di casi esemplari di cooperazione commerciale. L’Italia è una delle destinazioni principali degli investimenti cinesi in Europa. Rappresentanti di oltre venti tra province e città metropolitane cinesi partecipano all’Expo di Milano, donando a questo evento una piacevole tinta cinese e fornendo numerose occasioni di incontro con le rappresentanze delle istituzioni locali e delle imprese italiane. Le relazioni tra i due paesi sono ormai la principale forza motrice per l’approfondimento del quadruplice partenariato sino-europeo negli ambiti di pace, crescita, riforme e cultura.

L’Italia e la Cina si trovano, al momento, ciascuna in un momento chiave del proprio sviluppo economico, mentre nell’ambito delle relazioni bilaterali si presentano per entrambe nuove opportunità. E’ nostra intenzione sviluppare appieno, insieme all’Italia, insieme a tutti gli amici di nuova e vecchia data, la cooperazione tra i due paesi nei diversi settori, combinare la domanda dei paesi situati lungo la Cintura economica della Via della Seta e lungo la Via della Seta marittima del Ventunesimo Secolo, ampliando l’ambito della cooperazione, innovandone le modalità ed approfondendone i contenuti, per favorire l’ulteriore sviluppo delle relazioni sino-italiane e sino-europee ed arricchire entrambi i nostri popoli!

Propongo un brindisi tutti insieme,

per la prosperità della Repubblica Popolare cinese,

per l’avvenire dell’amicizia e della cooperazione tra la Cina e l’Italia,

per la salute di tutti voi,

prosit!

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