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Discorso dell'Ambasciatore Cinese S.E. Li Ruiyu al Convegno del 45esimo Anniversario delle Relazioni Diplomatiche Sino-italiane
2015/10/23

On. presidente Grasso,

signore, signori, amici,

un benvenuto a tutti i partecipanti al covegno di oggi, e un ringraziamento sincero al Senato d’Italia, al Ministero degli Affari Esteri e all’Istituto Affari internazionali per il sostegno accordato a questa attività.

Credo che, prima di entrare in questa sala, abbiate tutti avuto modo di vedere la mostra fotografica sul quarantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Italia. Queste meravigliose immagini, che raffigurano realisticamente i risultati di cooperazioni ottenuti nei settori dell’economia, del commercio e della cultura a partire dall’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, condensando gli impegni e i contributi dei diversi settori cinesi e italiani per promuover le cooperazioni sino-italiane.

In questo momento non posso fare a meno di ripensare ad un evento del genere che si tenne a Pechino lo scorso marzo: si trattava dell’esposizione di quarantasette fotografie scattate diversi anni fa nella Capitale cinese da un fotografo italiano. All’epoca, un giovane italiano poco sopra la trentina, recandosi in tre diverse occasioni a Pechino, catturò con la sua macchina Konica alcuni istanti consueti nella vita della gente comune, sperimentando in prima persona il calore e l’ospitalità dei cinesi. Dopo trenta anni, ora settantenne, l’anziano signore è tornato a Pechino portando con sé la sua nostalgia e la sua predilezione nei confronti dei cinesi, sperando di ritrovare le persone che aveva fotografato all’epoca. A spingere questo anziano signore italiano a tornare in Cina, credo, non è stata soltanto la forza di quarantacinque anni di sviluppo vigoroso delle relazioni bilaterali, ma anche un senso di amicizia tra i due Popoli che dura ormai da duemila anni. Da quando l’antica Via della Seta collegava Chang’an a Roma a quando Marco Polo viaggiava in Oriente e Matteo Ricci scriveva e insegnava in cinese, i nostri due Popoli sono sempre stati attratti l’uno all’altro, e l’amicizia tra la Cina e l’Italia ha sempre occupato un posto privilegiato nel contesto dei rapporti tra la Cina e l’Europa, tra la Cina e l’Occidente.

Nel 1970, i rappresentanti dei Governi cinese e italiano firmarono a Parigi il comunicato sullo stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, aprendo un nuovo capitolo nella storia delle relazioni bilaterali Quarantacinque anni sono trascorsi in un attimo, e le relazioni sino-italiane si sono sviluppate sfidando i flutti di un contesto internazionale piuttosto mutevole, divenendo un modello di relazioni stabili, vantaggiose e complessive tra paesi diversi per sistema politico, retroterra storico-culturale e livello di sviluppo economico, portando vantaggi concreti per entrambi i popoli.

In questi quarantacinque anni, la Cina e l’Italia sono divenute nazioni amiche, che si fidano l’una dell’altra. L’Italia è stata uno dei primi paesi occidentali a riconoscere la Nuova Cina e a prendere contatto con essa e, tra gli stati-membri della Comunità Europea, ha sempre incoraggiato con decisione lo sviluppo delle relazioni con la Cinae ed ha sostenuto la riforma e apertura cinese. La Cina ha sempre sostenuto lo sviluppo dell’Italia: nel momento più duro della crisi finanziaria internazionale, l’allora Presidente cinese, Hu Jintao, effettuò con successo una visita in Italia, e la delegazione di incentivazione per gli investimenti commerciali mandata in Italia dalla Cina ha fornito un aiuto concreto all’Italia nell’affrontare il problema del debito. Negli ultimi anni, la fiducia tra i due Governi è andata crescendo senza sosta. Lo scorso anno, i due Premier Li Keqiang e Matteo Renzi si sono scambiati con successo visita. Quest’anno, il Vice-premier Wang Yang si è recato in Italia per presenziare alle attività della Giornata Nazionale del padiglione cinese all’Expo di Milano, mentre il Ministro degli Esteri Gentiloni ha visitato la Cina in due diverse occasioni ed ha presenziato alle commemorazioni per il settantesimo anniversario della vittoria del Popolo cinese nella Guerra di resistenza contro l’aggressione giapponese e nella Guerra mondiale anti-fascismo. I due Paesi sono partner strategici globali, rispettano ciascuno le scelte di sviluppo della controparte, tengono in considerazione le rispettive preoccupazioni e mantengono stretti contatti e coordinazione nelle problematiche regionali e internazionali, ponendosi come modello nell’ambito delle relazioni diplomatiche tra la Cina e i paesi europei.

In questi quarantacinque anni, la Cina e l’Italia sono divenute partner di mutuo vantaggio. Quando allacciarono le relazioni diplomatiche, il volume del commercio tra i due Paesi non superava i centoventi milioni di dollari, mentre in numerosi settori la cooperazione era del tutto inesistente. Lo sviluppo cinese, soprattutto la politica di «riforma e apertura», ha fornito una grossa spinta per la cooperazione commerciale bilaterale. L’ammontare del commercio tra i due Paesi ha raggiunto lo scorso anno i quarantotto miliardi di dollari: una somma di quattrocento volte superiore all’ammontare degli scambi commerciali al momento dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche. La Cina è già il principale partner commerciale dell’Italia in Asia, mentre l’Italia è per la Cina il quinto in Europa. La cooperazione finanziaria è cresciuta rapidamente: negli ultimi anni, ci sono gia’ 5342 progetti italiani d’investimento in Cina, con un’ammontare totale d’investimento di 6,55miliardi di dollari, mentre sono già più di un centinaio le aziende cinesi che investono in Italia, che è divenuta una delle principali destinazioni degli investimenti cinesi in Europa. L’apertura di un centro di ricerca e sviluppo da parte di Huawei, l’acquisizione del gruppo Ferretti da parte di Weichai, i «grossi» programmi di cooperazione tra Shanghai Electric e Ansaldo, tra ChemChina e Pirelli hanno occupato le prime pagine della Stampa italiana, rappresentando una perfetta combinazione tra capitali e mercati cinesi e manifatture e design italiano. La cooperazione commerciale tra i due Paesi è già andata oltre la semplice compravendita di merci, entrando nella nuova fase dello sviluppo guidato dai settori più alti e dalle intese tra «giganti».

In questi quarantacinque anni, la Cina e l’Italia sono divenute buoni amici nell’ambito degli scambi culturali. All’indomani dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche, gli scambi personali e la cooperazione educaiva e culturale tra i due Paesi erano limitati e tra Roma e Pechino non esistevano voli diretti. Negli ultimi anni, gli scambi personali e culturali tra i due Paesi si sono sviluppati velocemente. L’Italia ha tenuto in Cina l’Anno dell’Italia, e la Cina ha tenuto in Italia l’Anno culturale cinese. Il Museo Nazionale Cinese e il Museo di Palazzo Venezia hanno scambiato gli spazi museali permanenti. Le attività del Capodanno cinese, organizzate dall’Ambasciata cinese in Italia, hanno reso questo evento un’occasione di festa per entrambi i popoli. Ora ci sono piu’ di trenta voli diretti che fanno la spola tra l’Italia e la Cina ogni settimana. Due milioni di viaggiatori cinesi raggiungono l’Italia ogni anno, il numero degli studenti cinesi in Italia e degli studenti italiani in Cina si avvicina alle ventimila unità, mentre il numero di italiani che intraprendono lo studio della lingua cinese presso le sedi dell’Istituto Confucio ha raggiunto le venticinquemila unità. L’intensificarsi giornaliero degli scambi personali ha approfondito l’intesa tra i due Paesi, favorendo con vigore l’amicizia e la vicinanza tra i due Paesi.

Signore, signori,

al momento, gli scambi e la cooperazione tra i due Paesi sono intensi come mai prima d’ora, e le relazioni bilaterali si trovano ad un nuovo punto di partenza. Per edificare l’avvenire, bisogna che traiamo le conclusioni dall’esperienza dei quarantacinque anni trascorsi e che apriamo margini ancora più vasti per lo sviluppo futuro della cooperazione bilaterale:

- E’ necessario rafforzare il rispetto, l’uguaglianza e la fiducia reciproca. Entrambe le parti devono impegnarsi a mantenere senza esitazioni la rotta del partenariato strategico globale, sostenendo le scelte di sviluppo prese dalla controparte in relazione alla propria situazione peculiare, rispettando e tenendo in considerazione gli interessi primari della controparte, appoggiare soluzioni basate sul dialogo e il confronto per i problemi che dovessero presentarsi con lo sviluppo delle relazioni bilaterali, facendo sì che queste si mantengano stabili e salutari;

- E’ necessario amplificare la complementarietà offerta dal commercio e dagli investimenti. Entrambe le parti devono sfruttare le opportunità offerte dalla ristrutturazione dell’economia cinese e dalla ripresa economica dell’Italia, sostenendo l’apertura dei mercati, ponendo l’enfasi sulla promozione della cooperazione nei 5 settori prioritari, quali l’ambiente e le energie pulite, l’agricoltura, l’urbanizzazione sostenibile, sicurezza alimentaria farmacia e sanità, aeronautica e aerospazio, realizzando una comunità di interessi tra i due Paesi;

- E’ necessario sviluppare i nuovi settori e i nuovo metodi di cooperazione tra i due Paesi. La Cina invita l’Italia a prendere parte attiva alla costruzione della Striscia economica della Via della Seta e della Via della Seta marittima del 21° secolo, e spera di realizzare, insieme alla controparte italiana, un nuovo modello di cooperazione, sviluppando attivamente i mercati terzi, sviluppando la cooperazione industriale, ottenendo successi più concreti e più numerosi nel favorire la connettività e il libero commercio nel continente euroasiatico;

- E’ necessario rafforzare ulteriormente il ruolo guida delle relazioni sino-italiane per le relazioni tra la Cina e gli stati europei. In occasione del quarantesimo anniversario dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Europa, le due parti devono continuare a sviluppare il carattere vantaggioso e peculiare della cooperazione sino-italiana, portando avanti modalità di cooperazione creative e innovative nei settori del commercio e degli investimenti, dell’alta tecnologia, degli scambi culturali e personali, e della Giustizia, utilizzando l’esperienza delle relazioni sino-italiane per favorire lo sviluppo dei rapporti tra la Cina e gli altri paesi europei, contribuendo alla costruzione del partenariato sino-europeo per la pace, per la crescita, per le riforme e per la cultura;

- E’ necessario sostenere l’ascesa di livello delle relazioni strategiche bilaterali. Ci auguriamo di poter rafforzare con l’Italia la comunicazione e la coordinazione negli affari internazionali, affrontando in maniera ferma sfide globali come il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e la sostenibilità dello sviluppo, favorendo insieme la costruzione di un nuovo modello di relazioni internazionali imperniato sulla cooperazione e sul vantaggio reciproco, perfezionando le istituzioni politiche globali e realizzando insieme il destino comune dell’umanità.

Signore, signori,

come recita un detto cinese, «quando tutti portano della legna, il fuoco brucia vigoroso»: lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra la Cina e l’Italia non può prescindere dal contributo di tutti coloro che hanno a cuore e sostengono concretamente l’amicizia tra i nostri due Paesi. Ciascuno di voi, amici partecipanti a questo incontro, è un membro e un benefattore della cooperazione sino-italiana. Desidero ringraziare tutti voi per l’impegno profuso durante tutto questo tempo. Spero possiate suggerire entusiasticamente il vostro contributo, continuando ad offrire le proprie energie alle relazioni tra i nostri due Paesi. Confido nel fatto che, con l’impegno comune dei due Popoli e dei due Governi e con il sostegno di benefattori dei diversi ambiti, saremo certamente in grado di raggiungere risultati ancora più luminosi nell’ambito delle relazioni sino-italiane. In ultimo, auspico un completo successo per questo convegno.

Grazie a tutti!

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