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Discorso dell'Ambasciatore Li Ruiyu al ricevimento del 45esimo anniversario delle relazioni diplomatiche sino-italiane
2015/12/03

Egregio Sig. Ministro Gentiloni,

Signore, signori, amici cari,

sono molto felice di festeggiare con tutti voi, questa sera, il quarantacinquesimo anniversario dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l‘Italia. A nome dell’Ambasciata cinese in Italia, vorrei esprimere a tutti voi un caloroso benvenuto e ringraziare sinceramente tutte le personalità dei vari settori che, durante tutto questo tempo, hanno avuto a cuore e hanno sostenuto lo sviluppo delle relazioni tra i nostri due Paesi.

Nei quarantacinque anni trascorsi dall’allacciamento delle relazioni diplomatiche, la Cina e l’Italia hanno mantenuto rapporti politici in uno spirito di rispetto reciproco ed equità, costruendo ed approfondendo insieme il partenariato strategico globale sino-italiano, e mantengono stretti legami e coordinazione nel contesto di organizzazioni multilaterali come le Nazioni Unite, il G20 e l’ASEM.

La cooperazione effettiva tra i due Paesi non smette di svilupparsi verso una completa sintonia, complementarietà ad alti livelli e condivisione sostenibile dei vantaggi. La quota annuale del commercio bilaterale si avvicina a cinquanta miliardi di dollari e le piattaforme commerciali online cinesi hanno attirato i marchi italiani, creando una sorta di «padiglione italiano» digitale. La cooperazione bilaterale nel campo finanziario e degli investimenti si è sviluppata molto rapidamente e le aziende cinesi che investono in Italia sono già oltre un centinaio. Le principali banche commerciali cinesi hanno aperto i filiali in Italia, e l’Italia è divenuta uno dei membri fondatori della Banca Asiatica di Investimento per le infrastrutture. I due Paesi hanno avviato una cooperazione particolarmente efficace in settori ad alto contenuto tecnologico come sviluppo sostenibile, tutela dell’ambiente e industria aerospaziale, mentre il innovation forum  sino-italiano ha creato un’importante piattaforma per la cooperazione tra imprese e istituti di ricerca dei due paesi.

Gli scambi culturali costituiscono da sempre un forte sostegno per le relazioni bilaterali. Quest’anno, l’opera originale «Il ragazzo del risciò», la «Turandot» di Puccini e il «Faust» nello stile dell’opera di Pechino, portate sul palco da artisti cinesi, hanno fatto il tour dell’Italia, a Pechino è andata in scena l’opera moderna italiana «La Divina Commedia», e in entrambi i paesi si sono tenute grandi esposizioni di opere d’arte e di interesse culturale. Questi eventi hanno ricevuto un riscontro ampiamente positivo ed hanno accresciuto la vicinanza e la conoscenza reciproche tra i nostri due popoli. Quest’anno, almeno quaranta linee aeree faranno la spola ogni settimana tra la Cina e l’Italia, mentre il numero dei turisti cinesi in Italia supererà le tre milioni di unità. Stretti scambi culturali e personali forniranno un nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali.

Cari amici,

l’Italia possiede un’antica tradizione nella ricerca e nell’industria. Per molti cinesi, «Italia» sta per «moda innovativa e produzione di alto livello». La Cina, in procinto di varare il suo tredicesimo piano quinquennale, ha posto l’enfasi su cinque nuovi concetti per lo sviluppo, «innovazione», «coordinazione», «verde», «apertura» e «condivisione», tracciando le linee per lo sviluppo futuro del Paese. Questi concetti combaciano con tutta una serie di misure messe in campo dal Governo italiano per realizzare una crescita economica stabile e per ampliare i vantaggi dell’innovazione. Quest’anno è sensibilmente cresciuto il numero delle personalità di alto rilievo della finanza e dell’imprenditoria cinese che hanno visitato l’Italia. Essi valutano positivamente le riforme strutturali, fiscali e del mercato del lavoro promosse dal Governo italiano e incoraggiano l’entusiasmo e la buona volontà dei vari settori della politica e dell’economia italiana rispetto alle relazioni con la Cina. La Cina ha fiducia nel programma di riforme italiano, ha fiducia nella crescita dell’economia italiana e nello sviluppo sul lungo periodo delle relazioni bilaterali. Crediamo che, di pari passo con la trasformazione e la crescita di livello dell’economia cinese, la complementarietà delle due economie crescerà ogni giorno di più e maggiori opportunità si prospetteranno per la cooperazione tra i nostri due Paesi. Ne approfitto per sottoporvi alcune proposte in merito:

Primo: consolidare la fiducia reciproca in politica, ampliando gli scambi a livello internazionale e multilaterale. Le due Parti dovrebbero proseguire i contatti tra i Governi, i Partiti politici e le assemblee parlamentari, sviluppando il ruolo dei meccanismi di cooperazione nei vari settori. Rafforzare i contatti in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite e alle istituzioni multilaterali. Il prossimo settembre, la Cina ospiterà a Hangzhou l’undicesimo vertice dei capi di Stato e di Governo dei paesi del G20, incentrato sulla tematica «Costruire un’economia mondiale innovativa, vivace, connessa ed inclusiva», per promuovere a livello globale modalità di crescita innovative, per perfezionare la gestione economica e finanziaria, per favorire il commercio e gli investimenti a livello internazionale e per realizzare uno sviluppo inclusivo e aperto. Spero che le due Parti rafforzino l’apertura e la condivisione politica e che promuovano insieme il riordino della finanza e dell’economia mondiali.

Secondo: rafforzare la direzione e la pianificazione della cooperazione, dando nuova luce a quest’ultima. Le due Parti possono esplorare tre punti di incontro: innanzitutto, tra le strategie «Made in China 2025» e «Internet+» cinesi e il progetto italiano «Manifattura 4.0», per favorire, insieme, la competitività industriale a livello internazionale, sviluppando ricerca, sviluppo ed impiego delle nuove tecnologie come il 5G e ampliando il ruolo dell’internet e delle nuove tecnologie nell’industria e nei servizi pubblici; poi, tra la proposta cinese «one belt and one road» e il programma italiano di sviluppo per il Mezzogiorno (2014-2020), sviluppando la cooperazione, tra le altre cose, nella costruzione delle infrastrutture e della rete informatica; infine, tra la svolta innovativa e lo sviluppo sostenibile e il progetto «Italia 2040», cooperando nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate, come nel campo della biomedica e dei mega data, costruendo un ecosistema dallo sviluppo sostenibile.

Terzo, costruire una piattaforma per gli scambi a livello regionale e imprenditoriale, ampliare i margini della cooperazione. Per tutta la durata dell’Expo di Milano, la Cina ha organizzato più di quattrocento incontri tra imprese, mentre la Banca di Cina ha organizzato a Milano un seminario sulla cooperazione e un incontro per le imprese, raccogliendo buoni risultati in entrambi i casi. Poco tempo fa, una rappresentanza del China Entrepreneur Club ha proposto, in occasione di una sua visita in Italia, di realizzare nel giro di tre anni un piano di incontri per diecimila imprese. E’ una proposta coraggiosa, che incarna la volontà e la fiducia degli imprenditori cinesi nei confronti della cooperazione con l’Italia, e credo che questa otterrà il riscontro positivo e il sostegno della controparte italiana.

Quarto, realizzare una «alleanza tra giganti», sviluppando insieme il mercato internazionale. Numerosi esempi di successo di cooperazione tra imprese italiane e cinesi degli ultimi anni ci fanno credere, a ragione, che la cooperazione bilaterale è in grado di realizzare la combinazione delle rispettive posizioni vantaggiose rispetto ai fattori chiave del capitale, della tecnologia, della produzione e del mercato: si tratta di un modello di cooperazione sostenibile e vantaggioso per entrambi. Questo modello, andando oltre l’ambito dei rapporti bilaterali, promuovendo la competitività delle imprese dei due Paesi sul mercato internazionale.

Quinto, ampliare gli scambi umani e culturali, promuovendo la reciprocità nell’ambito della cultura. Spero che le due Parti continuino ad organizzare scambi ed esibizioni ad alti livelli nell’ambito della musica, favorendo i contatti culturali tra realtà locali; che sviluppino la cooperazione museale, mettendo in pratica programmi relativi all’apertura di mostre permanenti e organizzando esposizione di prodotti artistici di vario genere; che approfondiscano gli scambi a livello di media, sviluppando la collaborazione in ambito cinematografico e che ampliino le attività di insegnamento linguistico e gli scambi studenteschi, favorendo il turismo e i contatti tra i due popoli. Credo che i contatti tra due culture antiche come le nostre rafforzeranno ulteriormente la comprensione e l’amicizia tra il popolo cinese, il popolo italiano e i popoli europei.

Signore, signori,

le relazioni sino-italiane sono passate attraverso quarantacinque anni costellati di successi e, per il futuro, si troveranno di fronte la prospettiva di una cooperazione ancora più ampia. Diamoci la mano e impegniamoci per scrivere un nuovo capitolo delle relazioni bilaterali, lasciando che l’ulteriore approfondimento del partenariato strategico globale contribuisca allo sviluppo di ciascuno dei nostri due Paesi e arricchisca i nostri due popoli.

Mi auguro che l’amicizia e la cooperazione tra i nostri due Paesi vadano incontro ad un futuro ancora più luminoso!

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